È già arrivato l’autunno.
Terra scura, colori di foglie. Cieli blu, nebbia che sale adagio a ovattare le albe e i tramonti.
Passi notturni, sotto stelle e pianeti accesi, vicini più che mai.
Quest’anno bastardo volge al termine.
Il tempo vola, e scorre lentissimo.
È già arrivato l’autunno, sembra ieri quando quest’anno è iniziato, in apparenza pigro, come tutti gli altri. Chi poteva immaginare che sorpresa aveva in serbo.
Passano i giorni, uno uguale all’altro. Si ripetono identici all’infinito.
Non guardo avanti, non c’è niente da guardare: non ho idea di cosa succederà domani, o forse è meglio non saperlo.
Non guardo indietro. So esattamente cosa c’è. Meglio tenerlo cristallizzato, lì dov’è.
E allora i giorni si moltiplicano, lenti, e i mesi volano via in un eterno presente.
Sembra ieri. Ieri.
Ma non esiste nessun ieri. Ieri è un fiore rosso.
C’è solo oggi.